Nuovo Patto di Stabilità UE, De Rosa “Meno crescita economica per l’Italia”

È di queste ore la notizia della riforma del Patto di Stabilità presentata dall’Ue a cui seguirà il negoziato tra i paesi europei e successivamente con il parlamento europeo.
I vecchi parametri del Patto di Stabilità sono sospesi dal 2020 per effetto della pandemia e le nuove regole proposte da Bruxelles dovranno trovare applicazione dal prossimo anno.
Gli effetti attesi della riforma sono stati ben sintetizzati ieri dal commissario Ue all’Economia Paolo Gentiloni e dal vicepresidente Dombrovskis, secondo due obiettivi essenziali: rendere graduale la riduzione del debito per i paesi ad alto debito e incrementare gli investimenti per favorire la crescita.
Saranno i piani nazionali a stabilire le modalità e i tempi di riduzione del debito: secondo Gentiloni le proposte di riforma della governance economica Ue promuovono una maggiore titolarità nazionale attraverso piani strutturali di bilancio preparati dagli Stati membri, all’interno di un quadro comune dell’Ue con sufficienti garanzie, contemporaneamente garantiscono la parità di trattamento e la considerazione delle situazioni specifiche dei singoli Paesi.
Il governo italiano è insoddisfatto del compromesso, molto critica anche l’opposizione. Le proposte della Commissione, secondo il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, rappresentano certamente un passo avanti, ma resta inascoltata la richiesta da parte dell’Italia dell’esclusione delle spese d’investimento.
Domenico De Rosa, CEO di SMET, commenta negativamente il nuovo Patto di Stabilità e le ultime notizie da Bruxelles, confermando le sue previsioni sul parlamento europeo:
“Con la ripresa da gennaio 2024 del Patto di Stabilità europeo, l’Italia avrà sempre meno spazi di manovra per le proprie politiche economiche espansive e di rilancio e con ogni probabilità sarà condannata ad una rigida austerità – ha aggiunto De Rosa – evidentemente la speculazione sui prezzi delle materie prime energetiche, la guerra, le crisi sociali, non sono state sufficienti per mettere in atto un cambio di rotta delle politiche economiche e monetarie orchestrate dalla BCE che immobilizzeranno ulteriormente un’Europa già impoverita, spaccata e compromessa”.

Leggi l’approfondimento sul Corriere della Sera:

https://bit.ly/propostaUE_corriereSERA